Lì, lontano dai percorsi turistici battuti, si può esplorare un mondo come non ne esistono quasi più in Europa: vasti pascoli arborati con alberi giganteschi secolari, prati fioriti con una biodiversità mozzafiato, paesaggi in cui il coro degli uccelli è ancora al completo. Basta fermarsi un'oretta sotto una delle imponenti querce da pascolo e contemplare il paesaggio: ampie valli con vegetazione semiaperta, ovvero estesi pascoli dall'aspetto di savana con alberi isolati, piccole isole di arbusti e boschetti.

Nella valle, il corso di un torrente si riconosce dalla sua piana alluvionale rimasta allo stato naturale. Un'aquila anatraia minore vi volteggia sopra. Sull'altopiano di fronte, la prateria è quasi priva di alberi. Da qualche parte nel mezzo, un piccolo villaggio. Qua e là pascolano mucche e anche qualche cavallo; si sentono i campanacci di un gregge di capre e l'abbaiare di un cane. Per il resto, cinguettii e il frinire dei grilli. Nessun rumore della civiltà, nessuna strada che tagli l'idillio, nessuna linea elettrica che attraversi le colline all'orizzonte. Il tempo sembra essersi fermato. Non serve molta fantasia per sentirsi riportati indietro di duecento anni.

All'improvviso ci si ritrova in un paesaggio che sembra un dipinto di Caspar David Friedrich. Le impressioni di questi vasti paesaggi collinari sono straordinarie. Regioni con uno scenario così grandioso e così pochi insediamenti umani suscitano al tempo stesso entusiasmo e un certo senso di nostalgia. Quando si guarda tutto con occhi aperti e ci si lascia conquistare dal fascino del paesaggio, ci si rende presto conto che molte regioni della Germania un tempo avevano lo stesso aspetto.
Valli in cui l'orso bruno si aggira ancora con la massima naturalezza e la sera esce dal bosco sul prato in cerca di cibo. Arbusti spinosi in cui l'averla maggiore, rarissima in Germania, fa parte del normale inventario delle specie. Prati con farfalle che oggi in Germania si cercherebbero invano, come la Colias myrmidone o il podalirio.
Sui pendii più ripidi ci sono tratti di terreno nudo - siti di nidificazione ideali per le api selvatiche. Sopra le scarpate più grandi volteggiano variopinti gruccioni, che vi hanno stabilito le loro colonie e scavato piccole gallerie nel terreno friabile.

Anche in alcuni dei vasti pascoli si trovano numerose specie di uccelli che in Germania sono ai primi posti della Lista Rossa. Qui sono del tutto comuni. Gli stiaccini usano le piante erbacee più alte dei prati come posatoio, e il canto rauco dello strillozzo arriva da un cespuglio. Il calandro si è insediato nei tratti di terreno nudo, mentre sopra di lui la tottavilla gorgheggia il suo canto melodioso. Un mucchio di pietre, da qualche parte, è occupato come se nulla fosse dal culbianco. La sera, dai prati più umidi, si sente il verso stridulo del re di quaglie. Negli arbusti spinosi nidificano ovunque la bigia padovana e l'averla piccola.

Ma anche le sue rare parenti, l'averla maggiore e l'averla cenerina, estinta in Germania da decenni, vivono ancora qui una accanto all'altra. Ogni specie di uccello occupa il suo posto ancestrale. L'enorme ricchezza di strutture e di insetti di queste aree fa sì che tutte queste specie si possano ancora trovare qui.

Anche dal punto di vista storico-culturale la Transilvania ha molto da offrire: il villaggio di Viscri (Deutsch-Weißkirch), riconosciuto dall'UNESCO, con la sua imponente chiesa fortificata, o il bellissimo centro storico di Sighișoara (Scheßburg), con i suoi splendidi edifici e un vero castello da fiaba. I sassoni di Transilvania hanno plasmato per secoli l'intera regione ai piedi dei Carpazi - con la loro cultura, con i loro edifici e anche con il modo in cui hanno utilizzato il paesaggio. Molto di tutto ciò si è conservato fino a oggi e offre uno sguardo su un mondo in cui l'uso del territorio non aveva bisogno di tutela della natura, perché tutte le strutture necessarie a una ricca biodiversità erano semplicemente presenti. E ci sono ancora oggi - per fortuna.
Tra i paesaggi più impressionanti da vedere c'è, per esempio, il bosco-pascolo di Mercheasa, con querce secolari e gigantesche in cui nidificano il picchio rosso maggiore, il picchio rosso mezzano, il picchio verde, il picchio cenerino e il picchio rosso minore, oltre al torcicollo, e sulle quali si arrampicano rari coleotteri del legno morto come il cerambice della quercia o il cervo volante. Il vasto paesaggio pastorale ospita forme di pascolo molto diverse: bovini, bufali, cavalli, ma anche pecore e capre. Ne nasce un mix unico di usi e tipi di vegetazione diversi.

Paragonabili alla leggendaria Contea de «Il Signore degli Anelli» sono le colline dalle forme curiose degli Hundertbücheln («cento colline») - piccole alture ripide, sparse a decine nella pianura, che offrono uno spettacolo davvero particolare. Sui loro pendii si trovano i prati più ricchi di specie, ciascuno con un carattere molto diverso a seconda della posizione e dell'esposizione. Qui si possono scoprire microhabitat molto diversi in uno spazio ridottissimo.

Regioni in cui la ricca avifauna, il volteggiare di innumerevoli specie di farfalle e bovini, bufali d'acqua, cavalli, capre e pecore che pascolano tranquilli nel paesaggio creano dipinti viventi. I canti degli uccelli, come quelli del rigogolo, della tottavilla, dello stiaccino o della bigia padovana, sono qui onnipresenti.

Chi desidera vivere l'autenticità dei paesaggi europei, scoprire un'enorme biodiversità - non solo tra gli uccelli - e osare un salto in un'epoca completamente diversa, dovrebbe lasciarsi incantare dal fascino della Transilvania e dei suoi paesaggi, come quelli che un tempo esistevano quasi ovunque in Europa.
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